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Per un viaggio di un mese in Cina si può spendere molto poco: 1.500€, viaggio aereo Milano-Pechino incluso (andata e ritorno). I trasporti interni funzionano bene e sono economici e puntuali. Anche gli aerei costano poco e sono un’ottima opzione per risparmiare tempo (www.elong.net). Io e Irene abbiamo fatto solo uno dei tanti itinerari possibili (in fucsia sulla cartina, i tratteggiati sono voli interni). Per informazioni scrivetemi (alvise.losi@gmail.com).

L'itinerario: Beijing, Xi'an, Chengdu, Kangding, Litang, Zhongdian, Lijiang, Dali, Kunming, Nanjing, Huangshan, Hangzhou, Wuzhen, Shanghai, Beijing.

Di seguito alcune foto e suggerimenti su luoghi poco battuti dagli itinerari turistici, ma molto suggestivi.

Il tratto della Grande Muraglia tra Simatai e Jinshanling (foto di Alvise Losi)

La Grande Muraglia può riservare sorprese: pur essendo uno dei luoghi più visitati della Cina, non è poi così difficile vederla da soli, immersi nel silenzio. Basta non andare nel tratto più turistico. Raggiungete Simatai, 3 ore di autobus da Pechino, e camminate per 10 km di gradini fino a raggiungere Jinshanling. È uno dei pochi tratti non restaurati per i turisti.

Il tabellone della stazione ferroviaria ovest di Beijing (foto di Irene Fassini)

Il tabellone della stazione ovest di Beijing. Riuscire a districarsi tra gli ideogrammi è più semplice del previsto: basta seguire i numeri e essere molto molto puntuali. I mezzi pubblici, in Cina, sono incredibilmente in orario. Se si vuole vivere la Cina, bisogna prendere il treno almeno una volta.

Il grande Buddha, o Dafo, di Leshan (foto di Irene Fassini)

Uno dei luoghi più sorprendenti. Un gigantesco parco costellato di statue di Buddha intagliate nelle rocce. La più grande, nota come Dafo, è alta 71 metri e fu scolpita nell’VIII secolo da un monaco come offerta al Buddha perché calmasse le acque del fiume che costeggia la montagna.

Il tragitto sulle strade a 4.000 metri tra Sichuan e Yunnan (foto di Alvise Losi)

Non serve andare in Tibet per scoprire il Tibet. Anzi, è meglio non farlo. Perché costa davvero troppo e perché le strette regole imposte dal governo di Pechino impediscono di girare liberamente per la regione. Meglio allora avvicinarsi all’altopiano himalayano con gli autobus di linea che partono da Chengdu, capitale del Sichuan, e si inoltrano tra le alture prehimalayane. Altopiani a 4.000 metri, passi montani a 5.000 e picchi oltre i 7.000. Yurte di nomadi, mandrie di yak, templi tibetani. Bisogna sopportare almeno 8 ore di viaggio, senza spazio per le gambe, su pullman scassati, con dirupi di centinaia di metri (senza nemmeno un piccolo guardrail), su strade sterrate e piene di buche, con i locali che sputano per terra. E se c’è il tuo piede di mezzo, fatti tuoi. Ma anche questa è la Cina. E vale la pena di viverla.

Monaci ballano in un tempio tibetano a Kangding (foto di Irene Fassini)

Vi potrà capitare di scovare monaci tibetani che ballano e suonano all’interno dei templi.

Bambini a Litang (foto di Irene Fassini)

O di incontrare dei bambini che lavano i panni.

Donna di etnia tibetana al mercato coperto di Litang (foto di Alvise Losi)

Andate sempre nei mercati, dove potrete vedere i tibetani (il 95% della popolazione in queste zone) che interagiscono con la minoranza Han (proprietaria della quasi totalità degli esercizi commerciali).

Il piccolo Potala a Zhongdian / Shangri La (foto di Irene Fassini)

Alla fine del “tour” tornerete a vedere qualche turista zaino in spalla a Shangri La, come i cinesi hanno ribattezzato Zhongdian per renderla più appetibile agli occhi occidentali. Certo, è un’operazione turistica, ma il paese è bellissimo e il monastero denominato Piccolo Potala, il più importante tempio tibetano al di fuori dal Tibet, merita un passaggio.

La gola del "Salto della tigre" (foto di Alvise Losi)

Scendendo nello Yunnan si attraversano due grandi fiumi che sgorgano dall’Himalaya: Mekong e Chang Jiang. Il fiume Azzurro in questa zona dà vita al Salto della tigre: un fiume con un alveo di 200 metri entra in una gola larga 20, creando a evoluzioni d’acqua impressionanti.

Donna porta una cesta di riso nei dintorni di Dali (foto di Alvise Losi)

Continuando a scendere dalle montagne verso Sud si incontra Dali, dove le donne Bai si dividono tra il lavoro nelle risaie e lo spaccio di marijuana, triste destino per la minoranza etnica locale.

Pescatore con i cormorani tra i canali di Wuzhen (foto di Alvise Losi)

Spostandosi nella zona di Shanghai, meritano una visita Hangzhou e le montagne gialle. Se però volete visitare un luogo unico e non ancora invaso dalle orde di turisti cinesi, andate a Wuzhen, una Venezia orientale, dove gli uomini praticano ancora l’antica arte della pesca con i cormorani.

Questi sono solo alcuni suggerimenti sulla base di un’esperienza diretta, ma la Cina è grande e gli itinerari possibili decine. Bastano una cartina, una guida e un po’ di iniziativa.

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